#fondatisullacultura

Mercoledì, 29 Ottobre 2014 00:00

Al Macro di Roma si riparte dal territorio. #Fondatisullacultura, giornata di proposte e testimonianze: imprenditori, operatori culturali, istituzioni pubbliche. In cerca di una strategia

fondati

Si fa il punto sulla cultura, a Roma. Un convegno, negli spazi del Macro – in questo momento triste simbolo di uno sbando generale e progressivo – vede in campo la Commissione Cultura di Roma Capitale, presieduta dall'on.le Michela Di Biase, al termine di un anno e mezzo di lavoro minuzioso fatto di ascolto, di azioni sul territorio, di riflessioni condivise con tantissimi operatori e imprenditori culturali. Una sorta di osservatorio permanente ha raccolto indicazioni, rimostranze, lamentele, ma anche successi e proposte, in un percorso di monitoraggio e di dialogo, utile a fare chiarezza e a cercare nuove direzioni.
Il tema ricorrente? La burocrazia. E quell'annosa, titanica, inaggirabile muraglia di norme, lacci, lacciuoli e passaggi obbligati, capace di scoraggiare il più audace dei creativi. E poi i finanziamenti scarsi o assenti, l'oscura procedura dei bandi, la scarsa comunicazione, le tempistiche sbagliate, la progettualità che manca, i criteri di selezione. Trovare un alleato dentro un ufficio pubblico, tra la fase del'ideazione e quella dello start up, è una speranza pressoché vana. Scoraggiare l'iniziativa privata (con tanto di risorse proprie) e insieme non sostenere le migliori realtà pubbliche, che tipo di strategia è? Una strategia tutta italiana. Che procede, disgraziatamente, all'incontrario.
Da qui la volontà, da parte della Commissione Cultura di chiamare a raccolta alcuni soggetti attivi sui territori, avviando tavoli di confronto e provando a individuare insieme delle vie possibili. La prima sfida: rifondare il rapporto tra istituzioni e cittadini, ne segno della praticità, della semplificazione, della trasparenza e del pragmatismo.

Così nasce #fondatisullacultura, convegno rivolto a chi sulla cultura ha fondato la propria storia professionale, ma anche al propria stessa idea di esistenza e di socialità: si prova a ripartire dal basso, dalle persone, dai valori condivisi, dalle informazioni scambiate, dalle esperienze vincenti, procedendo il percorso con una serie di gruppi di lavoro con cui sciogliere parte di quei nodi odiosi, frapposti tra apparato amministrativo e cittadinanza.
Una prima parte del convegno è dedicata all'identificazione di alcuni pilastri concettuali, da parte di giuristi, economisti, esperti di beni e politiche culturali; quindi, si passa a una serie di casi eccellenti nel campo nelmanagement culturale, rintracciati in tutta Italia; una terza parte dà voce a un barcamp tecnico (con short talk di 5 minuti per amministratori, operatori, rappresentanti delle istituzioni ed esperti giuristi e fiscalisti dei beni culturali), e infine arriva il momento della sintesi e delle riflessioni conclusive. Tra i relatori: Christian Caliandro, Storico dell'Arte Contemporanea ed esperto di Politiche Culturali, collaboratore di Artribune; Kimberly Bowes, Direttore dell'American Academy in Rome; Gian Luca Farinelli, Direttore della Fondazione Cineteca di Bologna; il gallerista Fabrizio Del Signore, di The Gallery Apart; Elena Giorgieri di Officine Fotografiche; Franco Nucci di Fondazione Volume!
Al Macro di Roma va in scena così una città che si rimette in gioco, che prova a leggersi e decifrarsi, ma soprattutto che cerca risposte. Nella e per la cultura. Praticando – al netto delle infinite disillusioni – non la solita scissione tra società politica e società civile (dai casi delle occupazioni alle tante dichiarazioni infarcite di antipolitichese, passando per l'indifferenza congenita degli apparati governativi) ma un modello sano di cooperazione. Ed è già qualcosa.

 

 

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